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Alcune Poesie di Rolando Toro

Alcune poesie di Rolando Toro

Genesi

E dio creò il mondo in sette giorni
Il primo giorno creò l’amore
e, dolcemente, vibrò la vita
nell’occhio del caos

Il secondo giorno creò il vento
e i semi dell’amore
si sparsero per tutta la terra

Il terzo giorno creò il mare con
le sue alghe, ed i suoi pesci e la canzone delle balene

Il quarto giorno creò la musica
e in ogni creatura mise un canto differente

Il quinto giorno creò le piante sacre
con il profumo dell’eternità

Il sesto giorno creò l’uomo e la donna,
e diede loro la conoscenza dell’orgia
e la cura dei figli

Il settimo giorno creò la danza,
celebrando le sue opere


Tutti siamo uno

La Forza che ci conduce
è la stessa che incendia il sole,
che anima le maree
che fa fiorire i ciliegi.

La forza che ci muove
è la stessa che fa vibrare il seme
e il suo messaggio di vita immemore.

La danza genera il destino
seguendo le medesime leggi
del fiore sospinto dalla brezza.

Nel girasole dell’Armonia
tutti siamo Uno.

Nel centro

Scommetterò tutta la mia vita
sulla poetica
dei piccoli atti

Entrerò ogni giorno
in questa trama dello sconosciuto
che sostiene gli oggetti comuni

Tirerò fuori la mia forza
del sentimento puro
di essere nel centro

Il Mondo è Grande

E tuttavia ci incontrammo
dove mai avremmo potuto immaginare

Il Mondo è tanto grande e tuttavia
camminammo presi per la mano,
guidati solo da tulipani rosa

il mondo sembrava incontenibile con 25 mari
con isole e lagune, con giacimenti e montagne,
con deserti di lacrime, con scale di sogno
e tuttavia respiriamo insieme.

La Danza

La danza si genera a se stessa
Come un gelsomino
Nella brezza invernale.

Sorge lieve all’inizio
e si trasforma in uragano
sostenuta appena per le braccia
che si sollevano:

il frondoso albero
del mondo offre il suo frutto finale
il danzatore nel suo rito
di totale abbondanza.

Unicità

L’intelligenza divina si trasmette
attraverso migliaia di anni

per affrontare nella nostra coscienza
come memoria dell’eterno.

Siamo cugini dei fiori
e avi del vento che ci feconda.

Siamo dei paesi del mare,
siamo i discendenti impazziti delle conchiglie.

Siamo, nel sogno della terra, crisalidi e larve, orme di stelle
e negli abbracci eterni
respiriamo la luce cosmica.

E dall’amore riapprendiamo
i circuiti squisiti dell’intelligenza divina,
il sentire palpitante della vita.

L’impossibile può succedere

Perché abbiamo più energia di quella che riceviamo
abbiamo luce negli occhi e uccelli migratori
perché l’impossibile può succedere.

i nostri passi in di convinzioni
attraverso labirinti di amore…

Argonauti attraverso il mare sconosciuto
in cerca del vello d’oro interiore
perché abbiamo più energia del miracolo.

L’illusione, il germoglio del rovere tagliato
l’uragano con nome di donna
ed il cuore che palpita
anche senza amore
perché l’impossibile può succedere.

L’angelo azzurro nel nostro letto
aspettando suo nuovo destino
perché il miracolo ha il viso d’angelo
.

Abbiamo figli nel breve spazio di cento anni
e nostro amore è infinito.

Abbiamo una lettera d’amore nella mano
e grandi messi dorate
e una spina del sogno.
Perché l’impossibile e il quotidiano

Amando le cose vicine

Le cose vicine mi sorridono
nel vento popolato di baci
Amando ciò che è più vicino
arrivi ad amare il più lontano

Accarezzando le sabbia
abbracci tutta la terra, le sue rocce,
le sue vendemmie

Mordendo il raggio di sole
divori il corpo del tuo amore assente
ti nutri di lontananze
bevendo le acque che ti bevono
Leggendo la nostra storia
nel bocciolo di una rosa
descrivi tutti gli amori

Ho bisogno di questa storia di giardini
sul mio petto
come un morto
riempito di semi
per ascendere dall’oscurità.

Abbandonarsi al gioco

Abbandonarsi totalmente
al gioco
Questo è il segreto della nostra gloria

Abbandonarsi senza reticenze
al gioco di
ricevere l’immensità
e prendersi cura di lei
come ci si prende cura di un bambino

Abbandonarsi
alla missione impossibile
di, semplicemente,
dare frutti

Abbandonarsi alla rugiada
senz’altra opzione che l’estasi
Perché diventare parte del gioco
è guadagnarsi a sé stesso.

Antichità del gesti

“I gesti che ci portano
L’energia del cielo

I gesti che parlano
un idioma antico, l’ellissi del vento
e mai ripetono la stessa storia.

Gravidi siamo di eternità.
Sulla pelle, solcata da rughe,
stanno i cammini dell’infanzia.

La danza della vita
ci torna sensuale
La danza della morte
una partenza verso il paradiso”